
l’armatura a saia
L’armatura a saia: apriamo una porticina su un mondo di diagonali.
La saia è ovunque
Dopo l’armatura a tela, tutte noi abbiamo il desiderio di metterci alla prova con altre strutture: è il momento di quella che è considerata la seconda armatura di base, la saia. In inglese la troverai come twill.
L’armatura a saia è una delle più diffuse e, inutile dirlo, viene realizzata in un’infinità di varianti.
I tessuti lavorati a saia, sempre molto resistenti, grazie al tipo di filato, ai colori e alla distanza tra i fili, possono avere consistenze molto diverse.
Infatti, la saia è utilizzata per capi più leggeri come sciarpe e scialli o per giacche più pesanti e coperte; per la biancheria da tavola e da cucina e per i tessuti d’arredamento.
Il denim dei nostri jeans è una saia.
Ma questa struttura viene usata anche per intrecciare, ad esempio, fibre di carbonio per produrre tessuti per l’industria aerospaziale o per dispositivi elettronici.
Per comprendere meglio ciò che segue, ti suggerisco di leggere l’articolo che descrive come interpretare gli schemi di tessitura per i telai più semplici.
L’armatura a saia
Le strutture a saia sono caratterizzate da linee in diagonale che si formano su entrambi i lati del tessuto.
Le linee possono andare da destra verso sinistra o da sinistra verso destra e la direzione sul rovescio del tessuto è opposta a quella del diritto.
Le notazioni per una struttura a saia
Come si intrecciano i fili di ordito e quelli di trama nella saia?
Le strutture a saia, solitamente, vengono indicate con una scrittura numerica.
Ad esempio: 1/2, 2/1, 1/3, 3/1, 2/2.
Per ricordarti come avviene l’intreccio ti basta interpretare la notazione nel modo seguente.

Metti la linea in orizzontale e considerala come la riga di trama che inserirai tra gli orditi: il primo numero sono i fili di ordito a cui passa sotto ed il secondo numero sono i fili di ordito a cui passa sopra.
Non ti stupisci, vero, se ti dico che alcune tessitrici leggono la notazione al contrario? Ma la sostanza non cambia!
La saia 1/3

Nell’immagine le righe non sono state battute per mostrare meglio l’intreccio.
Nella prima riga in basso, il filo di trama passa sotto ad un filo di ordito e sopra ai successivi 3 fili, poi sotto ad un filo ed ancora sopra ad altri 3 fili, e così via.
Nella seconda riga i passaggi da sopra a sotto i fili di ordito si ripetono, ma sono spostati di un filo di ordito verso destra.
Procedi riga dopo riga allo stesso modo spostando ad ogni riga il disegno verso destra di 1 filo.
N.B.: Per le immagini dell’articolo ho realizzato strutture in cui le diagonali, sul diritto del tessuto, vanno da sinistra verso destra.
Per costruire strutture in cui le diagonali, sul diritto del tessuto, vanno da destra verso sinistra, il disegno di una riga va spostato a sinistra di un filo di ordito.

In questa immagine le righe di trama sono state battute.
Le righe di trama che passano lunghe sopra i fili di ordito, che non sono intrecciate con i fili di ordito (la trama è flottante, galleggiante), formano una linea diagonale.
Lo schema dell’armatura a saia 1/3
Questa è la rappresentazione del tessuto delle immagini precedenti, una saia 1/3.

Leggi lo schema dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra.
L’ordito è costituito da fili neri.
La trama da fili beige (non l’ho fatta bianca, come negli altri articoli, perché il disegno mi sembrava poco evidente).
Il primo numero della notazione, 1, indica che viene sollevato 1 filo di ordito: la trama passa sotto a questo filo e il colore visibile è quello nero dell’ordito.
Il secondo numero, 3, indica i fili di ordito che rimangono a riposo, abbassati: la trama passa sopra a questi fili e il colore visibile è quello beige della trama.
Considera il disegno della trama.
Le righe 1, 2, 3 e 4 sono tutte diverse fra loro.
Le righe 5, 6, 7 e 8 ripetono lo stesso disegno delle prime 4 righe. Così anche le successive 4.
Considera il disegno dell’ordito.
Le colonne 1, 2, 3 e 4 sono tutte diverse fra loro.
Le colonne 5, 6, 7 e 8 ripetono lo stesso disegno delle prime 4 colonne. Ed anche le successive.
Questo significa che dopo 4 righe di trama e 4 fili di ordito, il disegno della struttura si ripete.
N.B.: 4 = 1 + 3 (la somma dei due numeri della notazione 1/3)
Nella saia 1/3, poiché in una riga si vede solo un filo di ordito su 4, la trama ha maggiore visibilità rispetto ai fili di ordito: è una saia con il diritto a effetto di trama.
La saia 3/1

Nell’immagine vedi il rovescio del tessuto lavorato a saia 1/3.
È una saia 3/1: la trama passa sotto a 3 fili di ordito e poi sopra a uno.
La direzione della diagonale, sul rovescio del tessuto, è opposta a quella del diritto.
I fili di ordito che passano lunghi sopra i fili di trama, non sono intrecciati con questa: l’ordito è flottante.
Come vedi, l’ordito ha maggiore visibilità rispetto ai fili di trama: la saia 3/1 è a effetto di ordito.
La saia 1/2 e la saia 2/1

Nella saia 1/2 il filo di trama passa sotto ad un filo di ordito e sopra ai 2 fili successivi.

Il diritto è a effetto di trama.

Dopo 3 righe di trama e 3 fili di ordito, il disegno della struttura si ripete.
N.B.: 3 = 1 + 2 (la somma dei due numeri della notazione 1/2)

Il rovescio del tessuto lavorato a saia 1/2 è una saia 2/1: la trama passa sotto a 2 fili di ordito e poi sopra a uno.
La direzione della diagonale, sul rovescio del tessuto, è opposta a quella del diritto.
Sul rovescio, l’ordito ha maggiore visibilità rispetto ai fili di trama: la saia 2/1 è a effetto di ordito.
La saia 2/2

Nella saia 2/2 il filo di trama passa sotto a 2 fili di ordito e sopra ai 2 fili successivi.
Dopo 4 righe di trama e 4 fili di ordito, il disegno della struttura si ripete.
N.B.: 4 = 2 + 2 (la somma dei due numeri della notazione 2/2)

Nell’immagine vedi il diritto del tessuto.

Qui vedi il rovescio dello stesso tessuto.
Sia il diritto che il rovescio sono una saia 2/2.
Ma la direzione della diagonale sul rovescio del tessuto è opposta a quella del diritto.
Tessendo questa struttura con filati dello stesso peso per l’ordito e per la trama, ottieni un tessuto bilanciato: i fili di ordito hanno la stessa visibilità dei fili di trama.
Ma l’armatura a saia è solo questo?
Quelle indicate sopra sono strutture semplici.
Ed esistono strutture con slegature più lunghe come: 1/5, 3/3, 4/4, 6/2.
Poi, ci sono strutture a saia più complesse.

Ad esempio, la scrittura 1/1/1/5 può essere letta come: la trama passa sotto ad un filo (il filo 1), sopra ad un altro filo (il 2), sotto ad un filo (il 3) e sopra a 5 fili (il 4, il 5, il 6, il 7, e l’8).
E ce ne sono tantissime altre, combinazioni di saie semplici e complesse.
Nei tessuti che ne derivano, i filati mettono in luce le loro particolarità.
E il loro fluttuare, rende il tessuto più flessibile.
I tantissimi modi di lasciare correre liberi i fili sulla superficie del tessuto, lasciando sotto di essi altri fili liberi a loro volta, ci svelano un mondo infinito di strutture.
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Marisa Manzotti dice
Mi sono cimentata da poco alla tessitura a mano e devo dire che mi coinvolge molto, ora posso imparare altri modi di tessitura, mi sono già fatta un tappeto grande di lana,ora sto preparando uno scialle. Grazie
Maria Grazia dice
La tessitura permette di variare molto, con materiali e forme diverse, su telai piccoli o grandi. Come dico sempre, non stancarti mai di esplorare! Grazie Marisa per essere passata di qui!